lunedì 18 novembre 2013

http://www.beautifulcontrocorrente.com/il-racconto-del-mese-9/#.UooZsZ5d7IX

sabato 9 novembre 2013

vi parlo di "IL PROBLEMA DI iVANA" di Ciro Pinto


 

Vi parlo di "Il problema di Ivana" di Ciro Pinto

 

 

 

Troppo bello!

Dirlo, parlando di questo libro, sarebbe banale e riduttivo.

Per me che preferisco le letture dove il mistero ha il ruolo principale, in questo caso ho apprezzato e goduto lo scorrere delle pagine senza nessun desiderio di sapere come potesse finire la storia...anzi le storie.

Si, sono due.

Una dentro l'altra, armoniosamente intersecate e appassionanti.

L'autore racconta in prima persona di sé  mentre Ivana, la sua compagna silenziosa e immaginaria, vive solo sui fogli battuti dai tasti di una macchina per scrivere.

Ma è vera.

Come è vero il suo problema che lo scrittore vuole aiutare a risolvere immaginando un evento oscuro disegnato su quella stampa che tanto la sconvolge e dalla quale Ivana è attratta come una calamita, quasi a vedere nella  sua  risoluzione il modo di alleggerire il peso delle decisioni difficili che suo malgrado è costretto a prendere nel suo ambito lavorativo nei confronti di colleghi amici.

Questo passaggio è  così intenso che se ne  percepisce il dolore e la pena in un modo che ti graffia il cuore.

E poi...l'amore.

Un amore sospeso nel tempo forse idealizzato in un desiderio crescente perché non ancora appagato  colorato dal viola degli occhi di lei. Laura.

E' un raccontare graffiante ed essenziale  intensamente ricco di riflessioni profonde che riflettono la sensibilità e lo stile di uno scrittore che sente e ti fa sentire un pezzo di vita.

Che torni a pigiare i tasti della sua Remi (così la chiama la sua macchina per scrivere), o quelli di una tastiera del PC, poco importa.

L'importante è che lo faccia.

Leggere questo libro è stato uno dei miei viaggi più belli!

Consiglio a tutti di partire leggendolo.

Grazie Ciro!

 

recensione L'INCROCIO a cura di CIRO PINTO


L'INCROCIO di Anna Cibotti



Come l’autrice stessa ama definirlo, questo racconto breve è solo una proiezione pallida e crudele della luna. Ma ogni proiezione lunare è affascinante!

La prima cosa che ti appare nitida appena cominci a leggere è la visuale. Infatti la storia è narrata da un soggetto esterno che pare osservare, scrutare e interpretare come chiunque osservi un quadro. Non formula mai concetti e pensieri definiti, lascia sempre spazio al dubbio, all’interpretazione, direttamente correlati all’angolo di osservazione. Ovvio che l’approccio narrativo è influenzato dall’origine artistica di Anna Cibotti, cioè la pittura.

A prima vista lo si definirebbe... lo si sarebbe detto... Insomma una serie di ipotesi, poi confermate nella storia, che ti fanno avvertire l’avvicinarsi dello sguardo... come un grandangolo che via via ingigantisce i dettagli.

Uno stile asciutto, quasi scarno ed essenziale, utile però a far distinguere toni e forme in quella nebbia grigia e pesante che avvolge la scena e finisce col riempire l’animo di chi legge.

Un incrocio dove tutto si blocca, delle persone costrette dalle auto in panne a fermarsi, a pernottare in un luogo di fortuna, raggiunto solo per merito di un contadino, semplice e un po’ grezzo.

La semplicità, l’ordine basico della natura che smonta le sovrastrutture della mente, che apre gli animi e spinge l’individuo a riflettere e a rivivere le sue scelte, la sua vita.

Fatti inspiegabili, o forse no? O forse solo rievocazioni inconsce di eventi che non si è voluto approfondire,

di ragioni che non si è potuto prendere in carico, che si è preferito rimuovere o semplicemente far sprofondare negli anfratti più nascosti dell’anima.

Un incrocio dove in una catarsi piena e sincera ognuno può ritrovare le ragioni più intime della sua esistenza e riconciliarsi con lei o dove continuare a brancolare nella nebbia se non si ha l’umiltà di riflettere e di comprendere.



CIRO PINTO